Progettazione paesaggistica e rinaturalizzazione

La società moderna pone come prioritaria la com­plessa e difficile ricerca di uno sviluppo compatibile, che possa coniugare le esigenze socio-economiche con quelle di tutela ambientale, in un armonico rapporto improntato su una migliore qualità della vita. 

A tale concetto generale debbono necessariamente ricondursi anche i criteri di programmazione, pianifi­cazione e gestione del territorio. 

Il crescente degrado ambientale ha però determina­to una seria riflessione sulle conseguenze negative di tale processo. La riduzione, oltre un certo livello, degli ambienti naturali che assolvono a funzio­ni ecologiche ben precise, porta necessariamente ad una crisi dell’intero sistema ecologico nel quale, in definitiva, l’uomo stesso vive. 

Di conseguenza, si è evoluta una nuova filosofia di azione che tende a recuperare ambienti naturali rari o degradati ed a ricrearne di nuovi; ecco che vengono coniati termini quali:

  • “rinaturalizzazione”,
  • “bioinge­gneria”,
  • “ingegneria naturalistica”,

per indicare l’im­postazione di fondo e le tecniche da adottare in tali interventi. 

Rinaturalizzazione

Il concetto di rinaturalizzazione conduce ad un approccio più moderno nella gestione territoriale, in quanto indica chiaramente che, in particolare nella fase progettuale degli interventi, oltre agli aspetti sociali, economici e tecnici devono essere tenuti in considera­zione anche quelli ambientali. 

Rinaturalizzare alcuni significativi ambiti territo­riali consentirà, da un lato, di accelerare quei processi naturali di recupero di aree degradate altrimenti troppo lenti e, dall’altro, di ottenere un equilibrio naturale più stabile. 

La rinaturalizzazione è un concetto applicabile a molteplici situazioni, quali: 

  1. recupero di ex-cave, al fine di ottenere zone umide, aree lacustri, boschi, ecc.; 
  2. Recupero di vecchi tratti fluviali, meandri, golene fluviali allo scopo di ripristinare e conservare que­sti ambienti divenuti ormai rari e/o degradati; 
  3. creazione ex-novo di aree naturali: boschi, zone umide, ecc. 

 “L’ingegneria naturalistica (un tempo denominata “bioingegneria forestale”) è una disciplina tecnico-­scientifica che studia le modalità di utilizzo, come materiali da costruzione, di piante viventi, di parti di piante o addirittura di intere biocenosi vegetali, spesso in unione con materiali non viventi come pietrame, terra, legname, acciaio”

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